SDA Bocconi School of Management 2009
In collaborazione con AICOM e SIA SBB Group
Premessa
“Il rischio di non conformità alle norme è il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni in conseguenza di violazioni di norme di legge, di regolamenti, ovvero di norme di autoregolamentazione o di codici di condotta” (Comitato di Basilea, 2005, Banca d’Italia, 2007). “A tal fine assume particolare rilievo la costituzione all’interno delle banche e dei gruppi bancari di una funzione di controllo dedicata al presidio e al controllo della conformità (banca d’Italia, 2007).
Il richiamo agli intermediari operativi nel campo dei servizi di investimento ad adottare comportamenti conformi alla normativa, già presente nella direttiva 2004/39/CE (MiFID), diventa esplicita richiesta di esercizio indipendente della funzione compliance nella Direttiva 2006/73/CE: “Gli Stati membri assicurano che le imprese di investimento istituiscano, applichino e mantengano politiche e procedure adeguate per individuare il rischio di mancata osservanza degli obblighi di cui alla direttiva 2004/39/CE da parte dell’impresa, nonché i rischi che ne derivano e mettano in atto misure e procedure idonee per minimizzare tale rischio e per consentire alle autorità competenti di esercitare efficacemente i poteri conferiti loro dalla suddetta direttiva… Gli Stati membri prescivono alle imprese di investimento di mantenere una funzione di verifica permanente, efficace e indipendente”. Di conseguenza, a livello domestico: “Gli intermediari istituiscono e mantengono funzioni permanenti, efficaci e indipendenti di controllo di conformità alle norme e se in linea con il principio di proporzionalità, di gestione del rischio dell’impresa e di revisione interna” (Banca d’Italia-Consob, 2007).
Dal gennaio 2009 l’obbligo di istituire la funzione di compliance è esteso anche alle imprese di assicurazione: “Nell’ambito del sistema dei controlli interni, le imprese si dotano, ad ogni livello aziendale pertinente, di specifici presidi volti a prevenire il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite patrimoniali o danni di reputazione, in conseguenza di violazioni di leggi, regolamenti o provvedimenti delle Autorità di vigilanza ovvero di norme di autoregolamentazione . (….) Le imprese istituiscono una funzione di compliance, proporzionata alla natura, dimensione e complessità dell’attività svolta” (Isvap, 2008).
Obiettivi della ricerca e metodologia
La ricerca si propone di:
- proseguire l’indagine sul “Compliance Risk nei servizi di investimento: natura, strumenti e aspetti organizzativi” condotta da SDA Bocconi nel 2007, presso banche, società di gestione del risparmio e società di intermediazione mobiliare, dando continuità all’analisi e cogliendo gli sviluppi intervenuti in ambito compliance, dopo il recepimento e l’applicazione della Direttiva MiFID, le conseguenti modifiche al TUF e i connessi regolamenti;
- ampliare la ricerca al settore assicurativo, per il quale nel marzo 2008 ISVAP ha deliberato la normativa in materia di funzione compliance;
- approfondire le principali aree critiche emerse nella prima fase della ricerca, nonché dai primi mesi di implementazione delle attività della funzione di compliance nelle imprese di investimento.
Con riferimento ai contenuti, la ricerca si articola in quattro aree di indagine: 1) il posizionamento della funzione compliance nella struttura organizzativa; 2) i ruoli attribuiti alla funzione compliance; 3) le metodologie di misurazione, di trasferimento e di mitigazione del compliance risk nell’area dei servizi di investimento; 4) le modalità di interazione tra la funzione compliance all’interno della struttura e all’esterno.
La rilevazione dei dati avviene tramite questionario ad opera di SDA Bocconi School of Management. Il questionario è costruito sulla base delle osservazioni emerse nella prima fase della ricerca. Alla prima fase della ricerca hanno partecipato 35 società (Banche, SGR e SIM). L’elaborazione dei dati avverrà in forma anonima.
L’attività di ricerca è svolta con il sostegno di SIA SSB Group, che prosegue la partnership avviata nella prima fase della ricerca.
L’Associazione Italiana Compliance (AICOM) partecipa alla progettazione e collabora con il gruppo di lavoro nella realizzazione della ricerca.
Gruppo di ricerca
Il gruppo di lavoro, coordinato da Paola Musile Tanzi, si compone di ricercatori della SDA Bocconi School of Management. L’attività di ricerca è svolta da:
Adalberto Alberici (adalberto.alberici@sdabocconi.it);
Giampaolo Gabbi (giampaolo.gabbi@sdabocconi.it);
Manuela Gallo (gallom@collaboratore.sdabocconi.it);
Paola Musile Tanzi (paola.musiletanzi@sdabocconi.it);
Loris Nadotti (nadottil@collaboratore.sdabocconi.it);
Raoul Pisani (raoul.pisani@sdabocconi.it);
Maurizio Poli (maurizio.poli@sdabocconi.it);
Daniele Previati (daniele.previati@sdabocconi.it);
Paola Schwizer (paola.schwizer@unibocconi.it);
Valeria Stefanelli (valeria.stefanelli@collaboratore.sdabocconi.it).
Guida alla compilazione
Si consiglia di compilare la griglia di analisi direttamente on-line sul sito www.sdabocconi.it. In alternativa i questionari compilati possono essere inviati via mail o via fax a Dania Faccio, presso la Divisione Ricerche della SDA Bocconi, via Bocconi 8 - 20136 Milano, tel. +39-02-5836.2294, fax +39-02-5836.6852, dania.faccio@sdabocconi.it.
I partecipanti alla ricerca saranno invitati alla presentazione dei risultati prevista presso SDA Bocconi entro aprile 2009.
Si ringrazia anticipatamente per la collaborazione.
Scadenza della fase di raccolta dati: 16 Febbraio 2009
Informativa sulla privacy:
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Il conferimento dei dati è facoltativo, ma indispensabile affinché l’Università Bocconi
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