“Lessons Learnt” dallo Study Tour in Japan 2008

L’intento di questo breve post è condividere le principali lessons learnt dello STUDY TOUR in JAPAN dello scorso dicembre 2008, durante il quale abbiamo visitato le seguenti aziende:  DAIKIN (produttore leader mondiale di sistemi di condizionamento), TOYOTA (l’azienda di riferimento del Lean Thinking), DENSO (fornitore mondiale automotive), Akevono Industry (terzista fornitore tier 2 automotive), Kansai Sekisui House (produttore giapponese di prefabbricati), Fuji Buturyu (provider logistico giapponese), Mori Seiki (produttore mondiale di macchine utensili):

  • Piani nel lungo termine (decenni);
  • Aziende integrate – molto MAKE;
  • Promozioni e carriere molto lunghe (decenni), turnover molto basso;
  • Fortissima attenzione agli aspetti organizzativi della forza lavoro: coinvolgimento, incentivazione, polivalenza, sviluppo & training (alcuni solo on the job (Toyota), altri più bilanciati (Daikin));
  • Nessuna paura della manodopera indiretta;
  • KAIZEN, ma più legato all’individuo, senza grandi strutture di miglioramento continuo;
  • Ottima relazione con i sindacati;
  • Altissima frequenza di consegna dei fornitori;
  • Relazioni di lungo termine con i fornitori;
  • Ordine di grandezza delle scorte: ore/giorni (non settimane);
  • Dimensioni molto ridotte dei magazzini;
  • Processo decisionale molto lento, ma processo esecutivo molto veloce.

Se qualcuno di voi ha o ha avuto esperienze dirette con aziende giapponesi sarebbe interessante sapere se concorda o meno con queste considerazioni.

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5 comments to “Lessons Learnt” dallo Study Tour in Japan 2008

  • Il ritorno a una visione strategica di lungo periodo e’ un prerequisito essenziale per uscire dalla crisi.

  • Marco Bettucci

    Prendo spunto dal post di Francesco per focalizzarmi su due aspetti. Il primo aspetto riguarda il concetto della visione a medio- lungo termine. Se ci soffermiamo un attimo sulla storia degli ultimi decenni ci accorgiamo che le scelte che si effettuano sono quasi sempre di breve periodo. Questo è spesso vero per le scelte della nostra vita quotidiana, è vero per le scelte politiche e sociali, è vero per le scelte delle aziende manifatturiere ed è ancor più vero per le scelte delle aziende finanziarie.
    Forse questa crisi ci deve insegnare che anche se il nostro destino può interrompersi da un momento all’altro le scelte che dovremmo fare devono traguardare tempi più lunghi, anni per le aziende, decenni se non secoli per le scelte politiche e sociali, per pensare a chi vivrà in questo mondo dopo di noi.
    Il secondo aspetto, invece, prende spunto dai punti elencati da Francesco molti dei quali mettono al centro delle performance aziendali le persone. Qualche tempo fa un imprenditore mi ha detto: “vede, io ogni anno spendo circa 100.000 € per la manutenzione dei miei impianti mentre spendo circa 10.000 € per la formazione del personale, che non è altro che la “manutenzione” delle persone. Ma per il raggiungimento degli obiettivi gli impianti sono 10 volte più importanti delle persone”?
    Sarebbe bello calcolare il rapporto tra questi due valori all’interno delle proprie aziende. Se qualcuno lo calcola chiedo gentilmente di venirne a conoscenza.

  • [...] letto questo articolo sul blog di Tecnologia e Operations (TeO) della [...]

  • [...] letto questo articolo sul blog di Tecnologia e Operations (TeO) della [...]

  • Ho pubblicato un articolo sul mio blog in commento a questo.
    Le aziende giapponesi sono state brave a sfruttare la conoscenza venuta dall’ovest (vedi Deming o TWI come esempi…) che predicavano la visione a lungo termine, la gestione (management) disciplinata, il problem solving, la competenza, il valore dato al cliente, la formazione e rispetto delle persone, il miglioramento continuo. Invece nella cultura occidentale queste erano considerate “mode del momento” e non prese in considerazione seriamente. Per poterci riavvicinare, dobbiamo pensare con la mente “snella”, cercare di eliminare gli sprechi nelle nostre attività quotidiane, trovare il valore vero, quello che vuole e desidera comprare il nostro cliente, al prezzo migliore, nel momento in cui lo desidera, nella quantità in cui lo desidera.
    Solo pensando in questo modo possiamo pensare di rimettere la nostra economia in piedi. Altrimenti gli “orientali” andranno ad aprire un varco sempre più grande fino a quando non saremo più competitivi sul mercato…

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